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Che aqui alla
¿quién habrá de juntarte otra vez?
Juan Gelman
He visto tu boca
Multiplicada en la caravana de los libres
en las mesas compartidas de las bibliotecas
y tus pies en el sendero de los surcos urgentes.
He visto tu brazo fertil tensar el futuro aqui, alla
Y tu brazo de agua alargarse a todos los hombres de la tierra.
Y tus ojos en la cerrada noche, en la noche
Violenta de las injusticias.
He visto en el centro del dia tu corazon al galope
Un palmo de tu piel
Componer la cicatriz del compañero.
He visto debajo de las camisas gastadas de abrazar luz
Tus pulmones cansados
Y en las orillas de todos los rumbos
Las flores silvestres de tu silbo.
Y en cada niño tu sonrisa desafiando la muerte
Y tus manos trepadas a la herramienta, al cielo
En llamas, al viento ingobernable, a las campanas.
He visto
En cada uno de nosotros
Un gesto tuyo que nos hermana
La ternura que nos templa.
Quien casa por casa llamara a componerte
En la hora infinita?
Ho visto la tua bocca moltiplicata nella carovana dei liberi nelle tavole condivise delle biblioteche e i tuoi piedi nel sentiero degl’ urgenti solchi. Ho visto il tuo braccio fertile tessere futuro qui, là ed il tuo braccio d’acqua allungarsi verso tutti gli uomini della terra. E i tuoi occhi nella chiusa notte, nella notte Violenta delle ingiustizie. Ho visto nel centro del giorno il tuo cuore al galoppo Un palmo della tua pelle Comporre la cicatrice del compagno. Ho visto sotto le camicie logore dall’abbracciare luce I tuoi polmoni stanchi E nelle rive di tutte le direzioni i fiori silvestri del tuo fischio. E in ogni bambino il tuo sorriso sfidando la morte E le tuoi mani arrampicate alla ferramenta, al cielo In fiamme, all’ ingovernabile vento alle campane. Ho visto In ognuno di noi Un gesto tuo che ci affratella La tenerezza che ci tempra. chi casa per casa chiamerà a comporti nell’ora infinita?
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